Oggi ho pertecipato alla anteprima di un progetto che l’Ambasciata Americana lancierà a breve e che usa un maniera intelligente il web sia come strumento per la comunicazione interna che per quella esterna.
A causa dei problemi di sicurezza, le procedure di controllo hanno reso più complesso e articolato l’accesso all’ambasciata e di conseguenza il suo utilizzo come luogo per attività di “promozione” e “rappresentanza”. L’ufficio del “Pubblic Affairs” ha pensato che il web potesse dare una mano e ha sviluppato Face 2 Face.
Non è una tecnologia avanzata e rivoluzionaria, la notizia non sta qui. F2F è E’ una web chat con delle caratteristiche adatte allo scopo che si prefigge il progetto e permette al gruppo di utenti al quale è destianto, di interagire con l’ospite di un “format” televisivo prodotto dall’ambasciata. Tra gli utenti e l’ospite cè un filtro “umano” che seleziona le domande da passare in diretta al conduttore che le gira all’intervistato. Si potrebbe chiamare “computer mediated interview”.
La necessità dell’efficiente filtro “antispam” non sta tanto nell’evitare imbarazzanti argomentazioni che talvolta fanno il sale dei “talk show” ma piuttosto quello di matenere la discussione in tema e gestire meglio i tempi televisivi (raggurppando magari domande simili o scegliendona una campione per tutte).
La notizia quindi è che un’istituizone importante come l’ambasciata del paese più potente del mondo, la cui posizione politica in questo momento storico non è delle più semplici da gestire, si pone il problema di come comunicare meglio ed assolvere ad uno dei propri compiti istituzionali e seglie uno strumento efficace come il web a metà tra le web tv e la community on line. L’altra notizia è che per far meglio questa cosa non chiama guru o consulenti “globali” ma si rivolge direttamente a perosne che fanno parte del tergaet di riferimento e che con il web italiano hanno dimestichezza sia come utenti che come professionisti.
Ci si ritrova quindi tutti intorno ad un tavolo, con Alberto, Marco, e diverse altre persone a vario titolo invitate a dar consigli sull’usabilità, il marketing, i contenuti. Certo fa riflettere il fatto che per aver un portale sul Turismo in Italia spendiamo 50 milioni di euro (sta cosa non mi va proprio giù , oh!) mentre l’ambasciata raccolgie consulenza gratuta e buzz in rete ma che vuoi c’esta la vie.
Face2Face verrà utilizzato per diversi scopi di comunicazione e di knowledge sharing sia interni all’ambasciata che relativi alle relazioni con l’esterno.
La prima iniziativa per la quale verrà utilizzato è la terza notizia. Il “palisento” di F2F si aprira con una “serial” incontri dedicati all’imprenditoria” di “prima generazione” ovvero come far toccare con mano agli aspiranti imprenditori italiani un modello di crescita e sviluppo che negli USA ha prodotto diversi casi di successo e che qui in Italia difficelmente va oltre il luogo comune. Gli utenti potranno web chattare con imprenditori, venture capitalist per capire se e come sia possiblie trasformare una idea in impresa senza apaprtenere per forza ad una classe di privilegiati od essere figli di un industriale.
L’argomento è spinoso , vuoi per le incrostazioni ideologiche iper liberiste o al contrario anti capiteliste che tutt’ora lo affliggono, vuoi per il grado di disillusione che taglia le gambe a quasiasi aspirazione giovanile in Italia ma costitusce di per sè un’opportunità da non sottovalutare.
Per questo ho deciso di approfondire e mi sono messo d’accordo con i responsabili di Partnership for Growth per organizzare un VentureCamp. Un bel barcamp dedicato al Venture Capital e ai modelli di crescita e di innovazione. L’obiettivo è raccolgiere tutte le persone che hanno intenzione di fare impresa ed innovazione e metterle di fronte a quelle che lo hanno già fatta, per confrontarsi, scambiare idee e averse il polso della situazione sulle opportunità di un mercato che anche se lentamente ed in difficoltà pare muoversi anche in Italia.
Comments 5
Leggo uno dei titoli dell’azione di partnership for growth
Posted 02 Mar 2007 at 9:31 pm ¶“INNOVAZIONE e Diritti di Proprietà Intellettuale”……quasi un ossimoro, ho paura proprio che sia l’ennesima azione di colonizzazione…..
Mi aspettavo che l’argomento spuntasse fuori. E’ spinose e delicato e non vorrei scivolare in un dibattito ideologico. anche io sono sensibile al tema ma non la metterei sul piano della colonizzazione. non è con un paio di conferenze e una web chat che si fanno e ci portano fuori strada.
Posted 03 Mar 2007 at 2:01 am ¶Interessante è invece il tema modelli di crescita. Il programma partnership for groth non è rivolto solo all’innovaizone ICT ma a quella totu court. E quindi biotecnologie, ananotecnologie, spazio etc… La proprietà intellettuale è necessaria non tanto per l’innovazione ma per garantire la velocità nella crescita. I VC infatti hanno quella come bussola non la tecnologia. L’innovazione è una conseguenza diciamo. Ma il tema merita un ampio dibattito. Certo che se copyleft significa zero spiccioli per la ricerca (ed in italia ne sappiamo qualcosa) ben venga la proprietà intellettuale. Che il binomio sia un ossimoro non lo condivido fino in fondo. Ad oggi non ci sarebbe innovazione visto che il modello della proprietà intellettuale fino ad ora è stato imperante. Credo comunque che ci sia il modo di conciliare le due cose se pensiamo a diversi livelli di innovazione e all’innovaizone in diversi settori.
D’altronde anche L’Europa che finanzia la ricerca in maniera semi pubblica con la protezione intellettuale ci deve fare i conti.
I due modelli Europeo e Americano comunque necessitano di un confronto qui ne trovi un esempio http://www.agoria.be/s/p.exe/WService=WWW/webextra/Prg/izContentWeb?sessionlid=3&vapplication=MIT
Il Venture Camp sarà una sede interessante dove confrontarsi e imparare. Spero che il dibattito che si vilupperà stia lontano però da posizione ideologiche e pregiudiziali che francamente mi sembrano il male maggiore. Prima del Freesoftware viene il freespeech.
Innovation and its Discontents: How our Broken Patent System is Endangering Innovation and Progress, and What to do About it is a book (ISBN 0-691-11725-X) by Adam B. Jaffe and Josh Lerner. Princeton University Press published the book in 2004.
Posted 04 Mar 2007 at 2:12 pm ¶fabio ciao, eccomi qua, con gravissimo ritardo. questo il mio post sul tema:
http://www.infoservi.it/dblog/articolo.asp?articolo=342
se posso aggiungere, IMHO andrea pone un problema certo importante ma leggermente “fuori fuoco” rispetto all’argomento della discussione. sicuramente il se e il come della proprietà intellettuale va discusso. qui però siamo ancora prima: si parla infatti di stimoli e sviluppo di nuova imprenditoria, con un’iniziativa (quella di Palombi e Appendino) che si rivolge a chi è fuori dai normali circuiti assoindustriali / universitari / sviluppo territoriale / familiare, ecc.
mi sembra un tema molto intrigante di per sé, visto come siamo messi in Italia…
Posted 14 Mar 2007 at 12:31 pm ¶fabio ciao, scusa il ritardo incredibile, ecco il mio post sull’argomento
Posted 14 Mar 2007 at 12:34 pm ¶http://www.infoservi.it/dblog/articolo.asp?articolo=342
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